Addebito della separazione

L’addebito della separazione

Quando la fine di un matrimonio avviene per colpa di uno dei due coniugi, si può chiedere al giudice l’addebito della separazione di un coniuge verso l’altro.

Addebito della separazione

Addebito della separazione

Durante una causa giudiziale, il Giudice, su richiesta delle parti, può dichiarare l’addebito della  separazione al coniuge che viene ritenuto responsabile. L’addebito della separazione consiste nel dichiarare responsabile uno dei due coniugi a causa di eventuali comportamenti messi in atto. Tali comportamenti devono essere stati considerati dal giudice contrari ai doveri del matrimonio. Inoltre, devono essere considerati, sempre dal giudice, la causa principale che ha reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Si possono citare alcuni esempi che possono essere considerati da un giudice come causa principale di addebito della separazione:

  • omessa assistenza morale e materiale del coniuge;
  • rifiuto ingiustificato del conforto spirituale;
  • abbandono del tetto coniugale da parte di uno dei coniugi;
  • messa in atto di atti oppressivi ed intolleranti;
  • infedeltà di coppia;

Per quest’ultimo motivo (infedeltà di coppia), l’addebito della separazione può essere considerato tale anche in assenza di relazioni sessuali extraconiugali. Potrebbe essere sufficiente l’esplicito comportamento di un coniuge tale da ledere la sensibilità e la dignità dell’altro coniuge, sia in caso di “infedeltà apparente”, sia nel caso di “relazione platonica”.

Ovviamente, tra i comportamenti che vengono considerati come causa dell’addebito della separazione e l’impossibilità di continuare a vivere insieme, deve sussistere un nesso di causalità. Questo concetto fondamentale, può essere chiarito con un esempio:  l’allontanamento dalla casa familiare, può rappresentare motivo di addebito della separazione, ma soltanto quando essa costituisce causa determinante  e sia tale da rendere impossibile la prosecuzione della convivenza.

Dunque, il giudice normalmente può considerare irrilevanti  tutti quei comportamenti che, pur rientrando nella classificazione di  violazione dei doveri coniugali, si siano verificati in condizione di crisi del rapporto già in atto. Infatti, se tali comportamenti sono successivi al verificarsi dell’intollerabilità della convivenza, e non ne sono la causa, vengono considerati irrilevanti per l’addebito della separazione.

Tale principio si applica anche al  tradimento. Pertanto  anche uno dei due coniugi è in grado di dimostrare l’infedeltà extraconiugale ciò non toglie che questo possa “giustificarsi” agli occhi del magistrato, sostenendo che la separazione di fatto fosse già in corso e che il tradimento non sia stato causa della rottura bensì il sintomo di un malessere già presente nella coppia.

L’abbandono o l’allontanamento dalla casa familiare, se fatto da un coniuge senza il consenso dell’altro, può prefigurarsi come violazione di obbligo matrimoniale. Dunque, in questo caso, potrebbe essere considerato causa di addebito della separazione. Invece, cosa diversa può considerarsi il caso in cui uno dei coniugi risulta legittimato da una “giusta causa”, ovvero in presenza di situazioni incompatibili con la convivenza. Ad esempio, la mancanza di intesa sessuale, può essere considerata una “giusta causa”. Pertanto, mancando un rapporto sereno ed appagante, l’abbandono non giustifica l’addebito.

Le conseguenze a cui si va incontro in caso di addebito della separazione sono:

  • perdita delle aspettative ereditarie;
  • perdita del diritto al mantenimento (si manterrebbe, in caso di coniuge “collocatario”, solo il mantenimento per i figli non ancora economicamente autosufficienti).

Ovviamente, queste brevi righe hanno come scopo, solo quello di avere un’idea di cosa significa “addebito della separazione”.

Ogni caso, nella sua complessità, va analizzato in presenza di un legale di fiducia, che conosca bene la materia e che possa dare consigli adeguati alle situazioni più varie che si possono venire a creare.

E’ di fondamentale importanza avere a che fare con professionisti preparati in materia, ma che soprattutto curino ogni aspetto umano della vicenda.

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